domenica 1 marzo 2015

IL MINIATURISTA Jessie Burton Recensione

Ci sono libri di tutti i generi... i poi ci sono I Libri. 
Quando ho letto la trama di questo romanzo, ho sentito il suo richiamo, forte, inequivocabile. Dopo averlo chiuso, mi rendo conto che libri come questo rimangono indelebili nel nostro immaginario, capaci di spingerci a pensare e ripensare per giorni a quello che abbiamo letto, a ciò che abbiamo trovato e quello che ci può essere sfuggito, tanto è il contenuto. Posso assolutamente dire fin d'ora che sarà uno dei libri letti più belli del 2015. Ancora stento a credere che sia un romanzo d'esordio, perché affacciarsi alla narrativa con una storia come questa è assolutamente incredibile. E' uno di quei romanzi di cui si possono scrivere più opinioni, ogni volta diverse. Jessie Burton ci ricorda che ogni casa ha una porta socchiusa, ogni famiglia i suoi segreti.

BOMPIANI

DAL 26 FEBBRAIO IN LIBRERIA

L'uomo prende per un giocattolo
tutto ciò che vede.

IL MINIATURISTA
Jessie Burton

Traduzione di Elena Malanga
Collana: Narratori Stranieri
Genere: Narrativa
Pagine: 422
Prezzo: 18.00
Ebook: 9.99



Trama

In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman − Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma − bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla.
Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s’incontrano tra i canali di Amsterdam e in questo folgorante romanzo d’esordio di Jessie Burton, in testa alle classifiche di vendita inglesi e in corso di traduzione in oltre 35 paesi.


Opinione di foschia75

NON C'E' NIENTE DI NASCOSTO
CHE NON SARA' RIVELATO.

Come dico spesso, ogni libro è un viaggio, sta a noi lettori decidere la destinazione e l'intensità delle emozioni che vorremmo conservare nel nostro immaginario. Quanto più un libro è bello, tanto più è per me difficile riuscire a descriverne il contenuto. Non riesco a credere che questo sia un romanzo d'esordio, come è possibile continuo a chiedermi. Come si può rapire il lettore, riuscendo a fargli percepire la penombra di una stanza, l'olezzo delle aringhe, il freddo pungente delle strade spazzate dal vento invernale, con uno stile che non lascia spazio a distrazioni, che spinge il lettore a non smettere di leggere se non all'epilogo. Uscire da libri come questo ha delle conseguenze, perché trovare qualcosa di altrettanto intenso è difficile. Un colpo di scena dietro l'altro, non danno il tempo al lettore di riprendere fiato. Non c'è modo di prevedere ciò che succederà, come cambieranno gli eventi perché l'intreccio è talmente magistrale da non presentare la minima sbavatura. Sono vittima dell'intensità della vicenda, del profilo di ogni singolo personaggio, di ciò che l'epoca imponeva a uomini e donne. La forte presenza della legge, il timore di Dio, i pregiudizi e i tanti tabu del tempo, fanno di questa storia un quadro dai colori cupamente sanguigni, ma con una variabilità di sfumature che colpiscono senza riserve il lettore.
Petronella ha contratto un matrimonio di convenienza, deciso dalla madre e dal suo sposo (siamo nel 1686). Per sfuggire alla fame e alla miseria una donna era destinata ad andare incontro a qualsiasi destino, anche quello di scoprire che il proprio matrimonio altro non è che una gabbia nella quale, in tanti, si sta davvero troppo stretti. Molto presto si renderà conto che forse, la fame e la miseria, potrebbero essere compagnia migliore di quella che giorno dopo giorno, comincerà a profilarsi nel suo strettissimo orizzonte, come la sua nuova famiglia. I Brandt, facoltosa famiglia di mercanti, che hanno fatto fortuna con il commercio da e verso le Indie. Jhoannes, suo marito è un uomo taciturno e sfuggente che ha fatto del lavoro una delle sue ragioni di vita, ma che nasconde non pochi segreti. Marin, la cognata che non ha mai contratto matrimonio e vorrebbe esercitare il suo ruolo come padrona di casa nella dimora del fratello. Cornelia, la domestica orfana raccolta dalla strada e accolta in seno alla famiglia, una ragazza che ama inventare storie dopo una sana e innocente origliata. Otto, il nero importato dal padrone di casa durante un viaggio. Intorno agli abitanti della casa, ruoteranno le vite di personaggi secondari ma fondamentali nel complesso intreccio della vicenda.
L'iniziale smarrimento e sgomento della protagonista che tutti chiamano Nella, si riverbera sul lettore con una vividezza disarmante. Giovane e ignara, dovrà fare presto i conti con il mutevole e misterioso atteggiamento dei suoi nuovi parenti, all'inizio insicura e impacciata, per poi prendere in mano le redini della famiglia, quando questa comincerà a sgretolarsi senza pietà. 
Segreti, avidità, invidia, morbosità, peccati e inquietudine sono gli ingredienti fondamentali di questo magistrale romanzo. Sullo sfondo, una Amsterdam pulsante e bigotta, abile nel barattare Dio con i fiorini. 
Fino a dove può spingersi l'avidità e l'invidia di una persona, quanto tempo può ardere sotto la cenere, prima di riemergere più deleteria che mai?  Anche decenni, direbbe Nella.
Il fulcro del romanzo è uno stipetto, la loro casa in miniatura, regalo di nozze di Jhoannes per Nella, per tenerla impegnata durante le sue assenze "per lavoro". Le consiglia di rivolgersi a un miniaturista per arredarla. Nella segue il consiglio del marito, più per cercare di non pensare a quello che succede in quella casa che per far contento il marito. Sarà l'arrivo dei vari pezzi in miniatura, che tassello dopo tassello, renderanno la vita di Petronella fin troppo affollata, di segreti e scandali. Quelle pregevoli miniature nascondono un'inquietante verità, in essi è contenuta l'essenza stessa della famiglia Brandt e di chi le vive accanto. Ogni singolo oggetto, o personaggio che troverà posto nella casa in miniatura, custodisce un segreto, e quando Nella si renderà conto di quanto quegli oggetti inanimati siano legati al presente e al futuro, sarà troppo tardi, il destino avrà iniziato a fare il suo inesorabile corso. 
Quanti silenzi, quanti sussurri dietro le porte, quanti segreti inconfessabili e pericolosi, destinati a segnare la vita di tutti dentro la casa. 
Petronella giunge ingenua ragazza di campagna, diventa abile padrona di casa per necessità. Quella moglie giovane e inesperta, si rivelerà la donna più forte e caparbia della famiglia. Quanti segreti può sopportare una persona senza pagarne il prezzo?
Le figure femminili di questo romanzo sono qualcosa di veramente unico, indelebile. Donne molto diverse tra loro, accomunate dalla disperata ricerca dell'amore, così effimero eppur così essenziale.
La figura della donna in quell'epoca, la scarsa considerazione a tutti i livelli, la relegano a padrona del solo focolare. Sarà proprio la cognata Marin ad abbattere certi tabu fino ad allora invalicabili, materialmente e moralmente. Tre donne, tre caratteri diversi, tre sogni diversi che l'autrice ha magistralmente svelato a poco a poco e mai fino a farcele conoscere totalmente. Ho adorato il suo modo di presentare i personaggi, quel velo di mistero posato sulle loro più intime insicurezze.
Ho vissuto dentro questo romanzo, come una bambola dentro lo stipetto di Nella, spostandomi da una stanza all'altra, assorbendo i colori, i rumori e gli odori delle routine quotidiana di questa famiglia che farà fatica a sbiadire, impressa nel mio immaginario come i più sanguigni colori di una antica e inesplicabile tela. Mi è rimasta quella piacevole e languida sensazione di non aver afferrato tutto, di aver fatto scivolare tra le maglie dell'immaginazione, qualcosa di fondamentale. Non me ne rammarico, perché sarà certamente motivo di rilettura di un libro che spero diventi un film, tanta è la sua vividezza!
Vi sarete resi conto che non ho parlato del Miniaturista, figura onnipresente eppur eterea della storia. L'ho fatto per rispetto verso chi leggerà il romanzo, perché questa figura è stata per me una metafora, e parlarne avrebbe svelato molte cose che vorrei tener celate, per non rovinare la curiosità.
Ho scelto di non parlare di altri personaggi chiave di questa intensa storia, per non svelare troppo, per lasciare la pruriginosa curiosità in chi deciderà di leggerlo. Io ho solo cercato di scalfirne la superficie...ma c'è molto, molto di più.
Un libro sublime che consiglio a chi veramente voglia perdersi tra le maglie dei sentimenti e delle sensazioni più forti, quelle che urlano dentro il cuore di ognuno di noi. Una storia che lascerà un riverbero difficile da attenuare.



La casa delle bambole esposta al Risijksmuseum di Amsterdam. Non erano giocattoli, ma mobili che riproducevano fedelmente gli interni delle case dei ricchi borghesi; erano collocati nei salotti, così gli ospiti potevano comodamente apprezzare la bellezza della casa.








A questo link, potete ammirare da vicino gli interni della casa a cui si è ispirata l'autrice:



L'autrice



Jessie Burton ha studiato all'Università di Oxford e alla Central School of Speech and Drama, dove ha interpretato ruoli in classici del teatro come Othello e Macbeth. Il miniaturista è il suo primo romanzo, scritto quasi di nascosto tra una recitazione e l'altra.


Qui sotto un'intervista della BBC all'autrice.
(per chi afferra l'inglese)






Ringrazio davvero di cuore la Bompiani e la Sig.ra Sciolla per avermi fatto un dono prezioso: il libro e tutto il potere che contiene.

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