martedì 30 settembre 2014

MORA SELVATICA Elisabetta Motta Recensione #youfeel

Qualsiasi cosa dirò su questo nuovo Youfeel, potrà ripercuotersi su di me come un boomerang, ma non mi nasconderò dietro un dito, non negherò di peccare di sardità, non ometterò di dire che la prima volta che ho guardato l'uomo della mia vita, non ero a Porto Cervo ma a Porto Rotondo (distano una manciata di chilometri), dove si respira la stessa magia. Sarà per quello che leggere, anzi no, divorare queste pagine è stato come rivivere qualche vignetta della mia vita. Perciò verrò tacciata di essere poco obiettiva, ma non mi interessa, perché il mood emozionante è stato  soddisfatto in pieno, le descrizioni magistrali della scenografia (l'autrice non ha fatto molta fatica a calarsi nelle cristalline acque!), inducono il lettore a sognare e sospirare, ma non fatevi ingannare dal mio entusiasmo, perché mi sono fatta trascinare dall'atmosfera, ignara che dietro quei colori, odori e sensazioni, ci fosse la vita, quella reale che ti mette alla prova ti fa volare e precipitare e poi di nuovo volare. L'amore è così, un'altalena di emozioni senza le quali la vita non avrebbe lo stesso dolce amaro sapore. Quante cose mi accomunano a Giulia, a cominciare dalle vicissitudini, per finire con le seconde possibilità. Sono mora, fui selvatica... e questa lettura mi ha trovato.


#YOUFEEL

MORA SELVATICA
Elisabetta Motta

Editore: Rizzoli
Collana: YouFeel (digitale)
Pagine: 85
Prezzo: 2,49
MOOD EMOZIONANTE




Trama

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare della Sardegna

Marco Ravelli, affermato ingegnere romano e titolare di un’importante impresa di costruzioni, decide di mettere in vendita la sua villa di Porto Cervo, una casa che racchiude per lui ricordi di un passato doloroso. A rispondere all'annuncio è Giulia Boschi. Bellissima e affascinante, sguardo magnetico e sorriso incantatore, Giulia entra nella vita di Marco con l'intensità di un forte maestrale. L’attrazione immediata che scatta tra di loro fin dal primo istante si trasforma ben presto in una perfetta sintonia. Ma il triste passato di Marco, così come le ferite che hanno recentemente segnato la vita di Giulia, rischiano di compromettere anche il futuro. È vero che il tempo aiuta a lenire il dolore, ma sarà possibile per Marco e Giulia ritrovare la felicità?
Un’intensa storia d'amore e di sentimenti, dolce e aspra nello stesso tempro, come una mora selvatica.


Opinione di foschia75

Prendo in prestito la prima frase della trama:

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare della Sardegna

Scordatevi gli impareggiabili Giancarlo Giannini e Monica Vitti, scordatevi le loro rocambolesche effusioni e tira e molla, l'unica cosa che accomuna questa frase alle due storie è l'afrodisiaco e terapeutico mare di Sardegna, da sempre location ideale, non solo per film, ma per la nascita di storie d'amore intense e passionali. Così sarà anche per Marco Ravelli e Giulia Boschi, due anime affini che ancora non sanno di esserlo. Perchè la vita spesso è così, dolce amara, e può capitare di incontrarsi nel momento più strano o inopportuno dell'esistenza, ma riconoscersi a primo sguardo. Sono una sognatrice?


Eppure sono convinta ancora oggi che certe coincidenze siano davvero la prova di come la vita ci dia una seconda possibilità di amare, proprio quando non lo abbiamo chiesto o non siamo pronti. Marco e Giulia si incontrano in un momento di estrema vulnerabilità, entrambi hanno perso la fiducia nell'amore, in circostanze poco allegre, e sono come i bambini che si avvicinano al fuoco ignari che presto si bruceranno. Giulia è solare, giovane, bellissima, ricorda le more selvatiche, il frutto preferito di Marco. Lui è un uomo in via di estinzione, di quelli ormai difficili da incontrare, posato, educato, sensibile e tremendamente attraente. E qui un plauso all'autrice che non si è sperticata in descrizioni da calendario, ha dato al suo protagonista maschile, ciò per cui è degno di essere chiamato uomo... il rispetto verso le donne, la pazienza di ascoltare, la delicatezza e gentilezza. Un vero eroe romance moderno. Qui parliamo di un romanzo breve, intriso di emozioni e sensazioni, di un'impeccabile equilibrio tra perdita e riscatto, tra magone e felicità. In un primo momento ho dato per scontato che fosse un romanzo dell'ottimismo e della positività, dell'amore scontato. Invece via via che la storia si apriva al lettore, mi sono resa conto che incontrarsi in un posto "ricco" e "esagerato" come Porto Cervo, non significa per chi lo frequenta, essere sollevato dal soffrire, avere un patrimonio non ti mette al riparo dall'infelicità e dal senso di ineluttabilità che a volte la vita ti mette addosso come un mantello insostenibile.

I due protagonisti hanno appena provato quel senso di impotenza davanti a una perdita (non posso dirvi di più), e ci si aspetterebbe da loro una reazione brusca e imprevedibile, invece si comportano in modo reale, come la dignità reale ci insegna a fare, e questo è un altro punto di forza di questa storia, il realismo, perché quello che capiterà a Marco e Giulia non è poi così lontano dalla realtà, e se non avessi guardato per la prima volta mio marito negli occhi, in una notte in cui avevamo Porto Rotondo tutto a nostra disposizione (a Gennaio sei padrone della Costa Smeralda), avrei forse pensato che queste cose succedono solo nei romanzi. La storia è molto più articolata di quello che può sembrare, perchè ci saranno sviluppi e i due protagonisti vivranno questa nuova esperienza inattesa tra Roma e la Sardegna, a testimoniare che non vi annoierete di certo, sollazzandovi sotto il sole, o su una barca, c'è molto di più in Mora selvatica. C'è l'occasione che la vita ti offre di essere nuovamente felice, salire sull'altalena e volare, cadere ma poi risalire, sentire quell'ebrezza che solo un nuovo intenso amore può dare.... e non solo, perchè qui troverete anche l'atmosfera che si vive in una giovane famiglia. Lacrime di felicità... quante di dolore se ne devono versare, per apprezzare appieno quelle che l'amore è tornato a dare?
Bello, reale, dolce amaro, equilibrato. Non è facile in appena 85 pagine, creare un impeccabile equilibrio di emozioni e sensazioni. Creare il mood emotivo non è semplice, Elisabetta Motta ha soffiato pathos sulla sua storia, creando emozioni. Due personaggi non scontati o già visti, sono contenta di aver letto qualcosa di diverso!



L'autrice 

Elisabetta Motta è nata a Catanzaro, ma vive a Roma. Subito dopo la laurea in Lingue e letterature straniere ha lavorato come traduttrice letteraria e successivamente ha iniziato a scrivere e pubblicare racconti per le principali riviste femminili. Da diversi anni traduce romanzi rosa. Sposata, ha due figli e ama viaggiare. Sono proprio i luoghi che visita e le persone che incontra a ispirare le storie che scrive.

lunedì 29 settembre 2014

SINTONIA D' AMORE - Fabiola D' Amico Recensione


Dopo il riscontro ottenuto  dalle Sensuali Tentazioni sull’ Orient Express, che nel complesso si è rivelato un successo personale dell’ autrice  soddisfacendo  il suo pubblico di affezionate lettrici, Fabiola D’ Amico torna con una novella tratta da un racconto di qualche tempo fa, a sfondo tragico e giocato sul tema della danza, che personalmente avevo apprezzato molto: El alma del flamenco è stato  ampliato, approfondito  e  arricchito di sensualità e tragicità secondo la sensibilità della scrittrice,   che ha finito con l’ esprimere quella che è la sua visione di Passione Pura.  Vamos a hablar  de esta historia… 

SINTONIA D' AMORE
FABIOLA D' AMICO 


Editore: Self publishing 
Genere: Romance erotico 
Pagine: 57
Prezzo ( ebook): € 0,89  

La Trama

 Parigi 1952
"Sei come la fiamma di una candela che la brezza estiva lambisce con il suo soffio delicato. Balla, niña. Balla per me".
Basta un solo sguardo perché Amelie Le Fleur s’innamori di Miguel de la Cuesta Gálvez ma non è né la bellezza del viso né la virilità del corpo che la conquistano. Mentre lui balla il flamenco, lei percepisce il dolore e la lotta interiore che lo tormentano. È come se un filo trasparente li unisse l’uno all’altra. Una sintonia d’amore silenziosa. Sono entrambi soli, lontani dalla propria casa, senza nessun familiare a sostenerli. Insieme potrebbero essere felici, ma il passato di Amelie è come un tarlo che corrode il presente dal quale non potrà sfuggire.
L’amore per il maestro di ballo è così grande che per salvarlo da se stessa, lei è disposta a tutto, persino a rinunciare a lui. Il suo nobile proposito, però, non ha tenuto conto di quanto sia grande l’amore di Miguel per lei. 


Opinione di Charlotte 

La Danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento - Mata Hari
Sintonia d’ amore è la storia di due anime ferite che si incontrano in un contesto parigino culturalmente stimolante abbozzato mediante  pochi incisivi tratteggi: è il percorso di  due solitudini laceranti   dovute alla guerra e alle sue ripercussioni, che con fatica e  tensione emotiva arrivano  a toccarsi e a sperare.
Amelie è un personaggio  provato dal conflitto bellico,  profondamente  infelice ma determinato a realizzare un sogno,  segnato indelebilmente  nel corpo; Miguel  al contrario è tormentato nell’animo, il suo ritratto è quello di un personaggio maschile    piuttosto anticonvenzionale  che prova   nostalgia per il  suo paese, che racchiude nel suo cuore la malinconia dell’ esule, il senso di colpa del sopravvissuto . E che  trasmette questo dolore ad Amelie  ballando per lei sola in una sala semibuia  in modo struggente e impeccabile.
La bravura della D’ Amico sta nel saper trasmettere con efficacia  questa passione tragica ,  e di infondere passionalità a  protagonisti che  vibrano di emozioni represse ma infine impossibili da trattenere, destinate a traboccare dai loro animi. E   il ballo del flamenco, danza irruenta e drammatica per eccellenza, è il trait d' union  che comunica sofferenza, forza, eccitazione. Che   diventa  il fulcro del gioco della seduzione dei corpi ma soprattutto mezzo espressivo dei sentimenti :  poichè per Miguel    è fondamentale comprendere il  non detto per abbattere le barriere difensive di un’ Amelie irrimediabilmente attratta dal conturbante ballerino, ma al contempo terrorizzata dalle proprie  pulsioni; alla quale è inadeguato  avvicinarsi  con l' uso delle parole. Invece    mediante movimenti sensuali che scaturiscono dal profondo  del loro essere Amelie e Miguel riescono a dirsi quello che verbalmente   non riescono ad esternare;  e in questo scambio gestuale e istintivo  di energie primordiali   secondo me  risiede il  fascino del romanzo.
Amelie è un personaggio concreto, ben delineato, dolce ma determinato, destinato a provocare empatia in poche pagine ;  ma il  racconto è permeato dall’ Aura dell’ Uomo di Fabiola D Amico. Infatti  Miguel  innamorato si comporta un po’ come  Santiago sull’ Orient Express: è  passionale, gentiluomo, paziente, dedito totalmente alla donna che ama  e per lei disposto a rinunce, a dimostrazioni plateali e continue di affetto, seduttivo ma non sfacciato, deciso ma mai prevaricatore,  protettivo e rassicurante.
Pagina dopo pagina il lettore viene travolto da ondate  emozionali, restando pur sempre consapevole  dell’ esistenza di un passato difficilissimo da sostenere e impossibile da  dimenticare e di un possibile futuro da scrivere insieme ad un’ anima affine predestinata a rappresentare  la salvezza. Una speranza che a tratti assume anche  una connotazione religiosa.
In sintesi , come sempre quando leggo i libri di Fabiola D’ Amico sono rimasta quasi frastornata  dall' intensità della passione da lei trasmessa:  un concentrato di frasi d’ amore, di dramma, di riflessioni disperate. Se il racconto originario era meno ardente e più incentrato sulla valenza della danza, qui  abbiamo una sensualità dirompente che sfocia in erotismo più o meno trascinante a seconda della sensibilità  del lettore. Sintonia d’ amore è interessante e diverso da altri scritti erotici per caratterizzazione dei personaggi:  soprattutto quello maschile che - in controtendenza - mostra senza timore le sue fragilità e le fa diventare punti di forza e di contatto con l’ Amata. Sono convinta che chi ha apprezzato le Sensuali tentazioni sull' Orient Express  possa provare emozioni analoghe leggendo questo libro: e magari qualche  suggestione più malinconica, dovuta  al vissuto di Amelie e di  Miguel, al periodo storico rappresentato e alle  peculiarità dell' atipica novella. 


L' Autrice 

Fabiola d' Amico   è di Palermo: una mamma felice che lavora come impiegata e che ha mille idee che le ronzano in testa. 

I suoi lavori:
Un giorno da favola S.P. 
Passioni mortali  S.P 
Merry Christmas Mr. Grizzly S. P 
Il guerriero e la dama di Ghiaccio - storico edito da Miremi editore 
La compagnia delle orchidee - storico edito da Damster editore 
La Maledizione di Imhotep - storico edito da chichili 
L'indomabile Virginia - storico edito da Chichili 
Il tesoro del pirata - storico edito da Chichili 
Emozioni segrete - AAVV  Impronte d'amore Butterfly edizioni 
Lacrime aride - AA VV .365 giorni alla fine del mondo - Delos Book 
12 Aprile 2007 - AA.VV. 365 storie d'amore - Delos Book 
Oltre le luci - AA VV. 365 storie di Natale - Delos Book 
L'uomo dei sogni - oxe AAVV damster editore 
Profumo di zagara -  Romance magazine 
El alma de Flamenco - blog La mia biblioteca romantica 
Aspettando la felicità - blog La mia biblioteca romantica 
Insieme per l'eternità - blog Romantic funny
La spia ribelle - storico Lite Edition

Sensuali tentazioni sull' Orient Express - recensione QUI

NON AVRAI IL MIO SHAMPOO Barbara Solinas Recensione

Un romanzo per tutti quelli che devono ancora imparare quale sia il significato della parola cambiare.Un romanzo per coloro che hanno perso fiducia e speranza negli altri e nella vita, imparando a capire che a volte, la cosa essenziale, è riuscire a trovarla dentro di se.Un romanzo di riscoperta, di perdita e di riconquista. Perché non è mai troppo tardi per ritrovare di nuovo se stessi.




NON AVRAI IL MIO SHAMPOO

Barbara Solinas



Collana: Emma Books Life
Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 146
Ebook: 2.99 €



Trama

Provate a immaginare: una mattina vi svegliate e sentite qualcosa di “peloso” sul cuscino. Pensate sia il gatto, ma non è così. Vi alzate dal letto, vi guardate allo specchio: siete quasi calve. Vi toccate la testa e i pochi capelli che avete ancora vi rimangono in mano come ciuffi derba.
È quello che accade a Gio in “Non avrai il mio shampoo”, colpita allimprovviso da una forma di alopecia areata.
“Noi portatori di testa nuda abbiamo piccole convinzioni: lalopecia capita alle persone sensibili; non è mai per caso; ti rende, tuo malgrado, migliore. Credo sia vero, ma non per meriti, piuttosto per la fattispecie della malattia stessa: lalopecia ti lascia sano, non hai dolori, non ti ricoverano da nessuna parte, non devi occuparti di tamponare ferite, di fare riabilitazione. Niente. Non fa altro che portare via la tua immagine, te la strappa di dosso come limbianchino la tappezzeria vecchia.”
E così, tra pareri medici e parrucche, vacanze al mare, vergogna e moti dorgoglio, Gio riesce finalmente a guardare in faccia la realtà e a raggiungere il traguardo più difficile, ma anche quello che dà la soddisfazione più grande: accettarsi per come è e volersi ancora più bene.


Opinione di Sybil


Gio è una donna come tante, presa nel vortice del lavoro, della casa, del marito e di tutte quelle cose che fanno parte di una vita comune. Una mattina si sveglia e si accorge di avere una grande ciocca di capelli, dei suoi capelli, sul cuscino. Superato lo stupore iniziale, che non le permette di credere a ciò che i suoi occhi le stanno mostrando di riflesso dallo specchio, inizia lentamente ad accorgersi che i suoi capelli stanno abbandonando la sua testa. Parte così un drammatico crocevia di visite mediche, pareri scientifici, cure officinali e rimedi fai da te, ma niente e nessuno riesce a far rinascere i suoi capelli e i peli del suo corpo. Dopo tanto tempo impiegato in esami clinici ed analisi, arriva la diagnosi: alopecia. Gio non vedrà più i suoi capelli, non potrà più accarezzarli, non potrà più sentire quel setoso e confortante fruscio della sua chioma al vento. Un parte di lei non esisterà più. Ben presto si accorgerà che ad abbandonarla, in quella mattina, non sono stati solo i suoi capelli, ma anche gran parte delle sue certezze. Il marito le confessa di non provare più niente per lei e l'abbandona, al lavoro le consigliano di esonerarsi almeno per un po', giusto il tempo per ritrovare il suo equilibrio. Sembra che il mondo non abbia più bisogno di lei, che tutti possano fare a meno della sua esistenza, a tal punto da farla dubitare della sua stessa utilità anche prima della malattia. Si sente come un oggetto lasciato accanto ad un cassonetto, dopo anni passati a brillare sotto i riflettori di una vita comune, ma pur sempre speciale.


“È questo che fa il dolore, ti fa perdere tempo. È il tratto comune che lega il dolore per una malattia e il dolore per altre vicende. Sei talmente coinvolto e sconvolto dagli accadimenti da non riuscire a godere di altro, anche del pochissimo, anche di un niente che non sia la tua sofferenza. Non puoi fare diversamente, ma quando te ne rendi conto hai fitte di nostalgia per ciò che hai tralasciato, di cui non ti sei accorto o che hai allontanato. È la beffa del male.”


Certamente non sarà facile per Gio arrivare a queste conclusioni, anzi, tutt'altro. Dovrà imparare a convivere con tutte le insicurezze che l'alopecia ha riportato a galla, amplificandone la potenza. Dovrà combattere con il senso di abbandono, con la solitudine e la diffidenza di chi vede nelle persone "diverse" qualcosa da cui scappare lontano. Dovrà ritrovare il coraggio e la forza di riconoscere nel suo aspetto, una nuova forza e personalità, degna di quella che aveva prima.
In una società che mette l'apparire al primo posto, potete solo immaginare quanto tutto ciò sia complicato. Soprattutto quando chi si trova a farlo, è una donna che ha perso completamente la fiducia in se stessa e negli altri, che ama rinchiudersi in casa nella confortante solitudine del suo divano, piuttosto che buttarsi nel confronto con gli altri.
Tutta la storia sarà un percorso lento e delicato, dove essere ed apparire si scontreranno ad una velocità supersonica, lasciando solo brandelli di autostima e coraggio, da quali ripartire per ricostruire se stessi. Avremo l'onore di conoscere la forza di una donna che insieme ai suoi capelli ha perso ogni cosa, l'amore, il caldo rifugio delle certezze, ma che con l'aiuto di un analista, della sua famiglia e di una cara amica, che le ha portato conforto fin giù negli abissi dove si era nascosta, riscoprirà di avere ancora con se il suo io interiore. È vero, avere i capelli ti permette di poter usufruire di tanti privilegi, ti fa sentire protetta, uguale a tutti gli altri. Gio non potrà più lanciare sguardi da dietro una ciocca di capelli, non potrà più trastullarsi con la sua frangia nei momenti noiosi della giornata, non potrà più preoccuparsi di avere l'acconciatura in ordine o di andare dal parrucchiere, non sentirà più il profumo dello shampoo e non dovrà più perdere tempo tra gli scaffali del supermercato per sceglierne la fragranza. Queste sono tutte cose che si danno sempre per scontate e che se ne capisce il valore e l'importanza solo dopo averle perdute. Per Gio è lo stesso. Aver perso tutto ciò è il suo punto di non ritorno, la sua fine, è il tassello mancante che completa un disastro. Ma sarà proprio da questa privazione che la vita le ha voluto fare, che scoprirà un'altra parte di lei, quella parte che altrimenti non avrebbe mai conosciuto. Si ritroverà ad essere di nuovo donna, con tutti gli attributi, tenace guerriera uscita vittoriosa da una logorante battaglia. Si riscoprirà cambiata, determinata a portare a termine il percorso che aveva iniziato tanto tempo prima, quando ancora la vita non l'aveva indebolita. Finalmente riuscirà a guardare il suo riflesso nello specchio, ritrovando se stessa in quello sguardo. È vero, nell'insieme qualcosa mancherà, non potrà più pettinarsi, farsi la coda di cavallo, ma chi se ne importa! L'importante è essersi risollevata, con la consapevolezza che non sono le cose che ci vengono tolte ad impoverirci, ma siamo noi stessi, con le nostre scelte e le nostre decisioni.

Un romanzo davvero imperdibile ed intensamente brillante, che ci mostrerà la forza che gli esseri umani riescono a tirare fuori nel momento in cui perdono ogni cosa.
Una storia profonda ed interiore, in cui una donna coraggiosa ci dice di non perdere mai la fiducia in noi stessi, perché è ciò che siamo e non ciò che possediamo esteriormente a renderci unici e speciali.



“Ci vuole molta sensibilità, amore ed equilibrio per accettare mutamenti radicali e molta intelligenza per non cadere nella tentazione di voler tornare a essere come eri. Non lo saresti più comunque, perché sei cambiato tu e tentare di salvare lapparenza è goffo e inadeguato. Essere e apparire vanno di pari passo e bisogna amare entrambe, in egual misura, come due figli, dai caratteri diversi.”




L'autrice




BARBARA SOLINAS è nata in unalba fredda e nevosa di gennaio.
Di quanto fosse fredda e nevosa, nei ricordi dei suoi genitori, il racconto si arricchisce di anno in anno e pare certo che solo per un caso non sia nata in un igloo di fortuna approntato in piazza, a Varese.
Da questo inizio discendono due cose:
ama follemente la neve;
ama anche di più il mare, le spiagge calde e stare al sole;
vive, è evidente, di contraddizioni.
Lavora, è una mamma, osserva, si appassiona e ha una convinzione: tutto cambia, sempre, anche quando non vorremmo.
Nella vita di tutti i giorni corre tra casa, ufficio e altre cose.
Quando si ferma e respira, scrive.
Un giorno andrà a vivere al mare.




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BAMBINI TRA LE RIGHE ..... e poi al cinema! Arrivano i mostri Alan Snow

Terza puntata della rubrica dedicata ai giovani lettori che crescono... tra le righe! Oggi vi parlerò del romanzo da cui è stato tratto il film di imminente uscita nelle sale italiane e già conosciuto dai bambini più informati. Sto parlando di Boxtrolls, film d'animazione in stop motion tratto dal romanzo di Alan Snow già edito da Mondadori, e per l'occasione ri-edito in una nuova veste .
Perchè anche i bambini come noi adulti, possano conoscere la storia e poi andare al cinema e vederla trasposta in film.


DAL 16 SETTEMBRE
(DI NUOVO) IN LIBRERIA

ARRIVANO I MOSTRI!
Alan Snow

Traduzione di  A. ragusa
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy e magia
Pagine: 300
Prezzo: 17.00
Ebook: NO
Età di lettura: da 9 anni


Trama

Da qualche tempo la tranquilla cittadina di Ponteratto non è più la stessa: strane sparizioni, cacce-al-cacio illegali, spaccio di minicreature... solo Arthur, Willbury e l'allegra combriccola di troll e pirati riuscirà a risolvere il mistero che minaccia l'intera città. E allora preparatevi... arrivano i mostri: un bambino volante che vive a centinaia di metri sottoterra (Arthur); un ex Avvocato di Sua Maestà in pensione, allergico alle ingiustizie (Willbury Spizzico); tre gorgoglianti troll-in-scatola e un timidissimo cavoli-in-testa; una promettente inventrice derubata della sua creazione (Marjorie); un manigoldo (Archibald Arraffa) e i suoi scagnozzi, coinvolti in un losco complotto; una ciurma di pirati lavandai... e naturalmente una miriade di trotterellanti forme di cacio! 


Ma non è finita qui, perché per tutti quei bambini che come me hanno una passione smisurata per le illustrazioni, c'è il libro illustrato, con la storia e le immagini del film!!!


BOXTROLLS
Le scatole magiche

Alan Snow  -  Kirsten Mayer
Prezzo: 11.00
Pagine: 25


L'autore

Alan Snow è illustratore e design. È convinto che "disegnare le idee" possa aiutare a farsi capire molto meglio da tutti. Vive a Bath, in Inghilterra.


E ora...
al cinema, dal 2 Ottobre!!!

BOXTROLLS

Genere: Animazione (stop motion)
Sceneggiatura: Irena Brignull
Regia:  Anthony Stacchi e Graham Annable


Trama

I Boxtroll sono creature che indossano scatole di cartone e abitano nel mondo sotterraneo dove hanno accolto e cresciuto un piccolo orfano. Per lui, giovane protagonista della storia, loro sono l’unica famiglia. Ecco perché, quando la città e “le scatole magiche” saranno minacciate da un malvagio sterminatore, Arichibald Snatcher, non esiterà a uscire in superficie per correre in loro soccorso.






Questo film ha richiesto anni di lavoro e l'impegno di tantissime persone. Cosa vuol dire Film in stop motion?
Per sapere la storia di una delle tecniche di animazione più antiche del cinema, vi consiglio di leggere questo bellissimo articolo di Stefano Bessoni, La magia della stop motion. Lo stesso Bessoni ha recentemente pubblicato un libro sulla storia di questa tecnica, Stop motion, la fabbrica delle meraviglie.













domenica 28 settembre 2014

PIETRE Carlotta Balestrieri Recensione



Qualche anno fa era stata divulgata la notizia che alcuni frammenti di satellite sarebbero caduti sulla Terra. Carlotta Balestrieri ha preso spunto da questo comunicato e l’ ha usato come spunto per inventare una storia. Il risultato è Pietre, una lettura surreale e visionaria dal fascino sinistro,  assolutamente spiazzante per la sua originalità e potenza espressiva. 

PIETRE 
CARLOTTA BALESTRIERI

Editore: Emma Books
Collana: Mystery
Genere: mystery, pulp, grottesco
Pagine: 138
Prezzo ( solo ebook): € 2,99

La Trama 

Il 16 giugno 2004 alle ore 21.37, in un piccolo paese in provincia di Torino, si abbatté una violenta pioggia di meteoriti. Grosse pietre, di tre kg almeno, precipitarono dal cielo come sogni un po’ troppo pesanti. Nessuno li aspettava, nessuno credeva che si sarebbero mai materializzati. Arrivarono senza chiedere il permesso, senza bussare alla porta. Arrivarono e basta, con molta maleducazione

Opinione di Charlotte

Non è facile raccontare questo libro e  riassumere le sensazioni da me provate nel leggerlo. Pietre è un romanzo  affascinante e inaspettatamente fuori dal comune, che mi ha sorpresa dalla prima all’ ultima pagina senza che fossero in alcun modo prevedibili  l’ evoluzione della storia e delle relazioni interpersonali. L’ atmosfera inquieta, claustrofobica e malinconica, e il modo straordinariamente visivo di renderla,  mi hanno riportato alla mente molteplici modelli cinematografici: dalle ingenue solitudini  de Il favoloso mondo di Amelie, al pulp  “politicamente scorretto” di Tarantino, dal giallo retrò in stile hitchcockiano  all’ inquietante Donnie Darko.   
Sono tanti i personaggi, reali e immaginari, che animano Pietre, fra i quali si distinguono  tre protagonisti:  tre età ( infanzia, età adulta, vecchiaia), tre tristezze ed emarginazioni diverse, tre  solitudini che si incontrano/ scontrano senza di fatto mai comunicare  né farsi capire dagli altri .
Il 16 giugno 2004 succede qualcosa di straordinario che in una dimensione visionario- onirica  provoca  stravolgimenti nelle  esistenze dei protagonisti- o solo nelle loro menti, o in entrambe le dimensioni: questo non è dato comprenderlo appieno, e comunque non fino alla fine del romanzo. E così Ernesto abitudinario e "invisibile"  diventa brillante e desiderabile agli occhi degli altri; l’ anziana vedova  smemorata   Luisa torna giovane e arguta; il piccolo Robertino viene rapito dagli alieni e affronta una  battaglia estenuante. Il lettore non coglie con chiarezza il confine tra realtà e finzione, e questo a mio avviso è uno degli aspetti più suggestivi del lavoro di Carlotta Balestrieri, poichè la valenza del sogno, dell’ immaginazione  come realtà alternativa è il fulcro di questa storia: una funzione consolatrice, migliorativa della realtà quotidiana. Quanto più in alto si andrà, tanto più difficile sarà rialzarsi quando inevitabilmente si precipiterà al punto di partenza.  Il  meteorite diventa simbolo della trasformazione dei personaggi  e degli equilibri interiori  scombinati: un oggetto che solo i protagonisti hanno il privilegio di  veder prendere la forma che realizza le loro pulsioni , i loro più intimi desideri;  che trasforma la realtà in cui vivono in un’ altra dimensione in cui tutto per loro diventa  più lineare e più facile e in cui finalmente diventano protagonisti.
La narrazione è contraddistinta da descrizioni meticolose di ambienti,  o partecipative di caratteri e stati d’ animo ; dall’ attenzione per le piccole cose; dalla presa in considerazione di molteplici punti di vista;  dall’  esternazione di grandi verità celate tra una battuta e un apparente nonsenso ;  dall’  umorismo pungente dato dal gusto per il termine arguto e per la situazione grottesca e paradossale.
Carlotta Balestrieri gioca sul diverso e sull’ elemento divertente e ironico con gusto: il suo lavoro è spumeggiate e irriverente, sfida la logica pur risultando assolutamente coerente,  e si legge d’ un fiato. E così tra un colpo di scena tragicomico, una scena splatter,  un sorriso  bizzarro e una riflessione, emerge tra l ' altro una sagace e spiritosa critica di alcuni modi di essere improntati su egoismo e superficialità,  e al contempo  viene sottolineata  la solitudine del diverso . In sintesi  Pietre è un’ opera di fantasia fuori dall’ ordinario   in cui l’ umorismo  spesso lascia  il posto a tenerezza, malinconia, compassione per persone strampalate, sole e dall’ esistenza infelice: che attraverso le pietre raggiungono nuove consapevolezze non sempre facili da accettare. Un romanzo originale  imperdibile, che "graffia" l' anima del lettore strappandogli ora un sorriso, ora un pensiero dolceamaro.  

L' Autrice 


Carlotta Balestrieri ha trent’anni, è nata a Parma, si è laureata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara e, dopo aver cambiato qualche città e innumerevoli case, è arrivata a Milano dove attualmente risiede. Scrive poesie, racconti, romanzi, sceneggiature e, da cinque anni, collabora con il regista Rino Stefano Tagliafierro per la realizzazione di cortometraggi e videoclip. Ha partecipato al progetto “Serial Writers” promosso da La5, Minimum Fax e Link per la creazione di una fiction da proporre su La5 e al progetto “Scrivere Seriale” promosso da Bottega Finzioni e Trentino Film Commission. Pietre è il suo primo romanzo